CONTROLLO FUMI CALDAIA: OBBLIGHI, COME SI ESEGUE

CONTROLLO FUMI CALDAIA

Controllo fumi caldaia: tra un obbligo, una scadenza e l’altra andremo a visionare le regole, le norme che determinano la combustione di un generatore di calore, rispetto all’ambiente che ci circonda – inquinamento su tutto – e gli allegati che occorrono. E come nel video vedremo l’aspetto prettamente tecnico per eseguire materialmente un analisi di combustione : sempre con apposita attrezzatura e personale tecnicamente qualificato.

La periodicità che determina il controllo dei fumi in Italia, non è uniforme per tutte le regioni; la maggior poarte delle quali si è uniformata e rispetta una cadenza uguale grazie anche al decreto del Presidente della Repubblica n. 74/2013. Da tenere ben presente che dallo scorso anno le caldaie rispetto alla produzione delle stesse, ha subito un cambiamento abbastanza radicale con le nuove direttiva Ecodesign (direttiva europea ERP, Energy Related Products, 2009/125/CE).

DA REGIONE A REGIONE

Tra le regioni che non seguono alla lettera le direttive del decreto n.74/2013 ci sono: la Sicilia, l’Umbria, le Marche, la Toscana e la Liguria.

La Sicilia rispetta la regola in base alla quale gli impianti dai 10 ai 100 kw vengano controllati con una cadenza di almeno 4 anni; e biennalmente al di sopra dei 100 kw.

In Liguria, è regolato tutto in base alla potenza tra i 10 e i 35 kw ogni anni 4 e se la caldaia ha almeno anni 15 di età; e diverrebbe biennale se avesse almeno e oltre i 15 anni di vita. (da ricordare che per una caldaia murale, di almeno anni 10 la vita è stata già abbastanza lunga). Nei condomini liguri, su impianti tra i 35 e i 100 kw il controllo è quadriennale e biennale in caso contrario (analogamente).

Nelle Marche per quel che riguarda gli impianti domestici condominiali l’amministrazione dispone di controlli quadriennali per la potenza compresa tra 10 e 100 kw. Al di sopra della quale il controllo avviene in ogni caso biennalmente.

In Toscana, la situazione è ancor più diversa delle rispettive precedenti regioni già descritte, ossia: controllo caldaie tra i 10 e i 100 kw ogni anni 4, a condizione che l’impianto abbia almeno anni 8 e si trovi installato in locali non adibiti a uso residenziale. Nei locali abitati su impianti con età superiore agli anni 8 avremo un controllo ogni 2 anni (tra i 10 e i 35 kw di potenza termica installata).

Come ultima della lista “delle diverse dalle altre”, abbiamo l’Umbria, che per una potenza in kw tra i 10 e i 100 e per le abitazioni condominiali, le caldaie andranno controllate ogni anni 4; e superando i 100 kw il tempo si riduce a 2 anni.

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SOSTITUZIONE CALDAIA: PREZZI

INSTALLAZIONE CALDAIA COMPONENTI

Sostituire una caldaia non è più cosa da fai date; oppure da: idraulico Polacco, in attesa di permesso di soggiorno!
La questione oltre a essere sempre più seria, è sempre più burocratica; maggiormente certificata, tra una conformità e l’altra; un libretto impianto nuovi modelli (secondo il dercreto del 10/02/2014 eD.P.R. n. 74/2013) e relativo “Rapporto di controllo di efficienza energetica di tipo 1 gruppi termici: vedi decreto 10 febbraio 2014 ALLEGATO II art. 2” e per finire – si fa per dire – c’è sempre anche un libretto di uso e manutenzione dell’impianto di climatizzazione invernale: sempre da inserire nella sostituzione.

COMPONENTI TECNICI SOSTITUZIONE CALDAIA

La parte tecnica sempre per sostituzione caldaia e/o prima installazione, comprende tutta una serie di accorgimenti, i quali farebbero eccome la differenza per installazioni eccellenti contro quelle poco decenti e alla rinfusa: “sempre da made in – altri stati europei…o made in “senza partita iva e requisiti del decreto 37/08“.
Da comprendere nel pacchetto installazione: un filtro defangatore (o anche semplicemente a Y ) sul ritorno impianto, un decalcificatore per la salvaguardia degli scambiatori a piastre saldobrasati, un interruttore bipolare 0/1 a interruzione corrente elettrica, intercettazioni gas, fredda, andata e ritorno impianti (in alcuni casi, anche una pompa di rilancio per condensa, vedi – caldaie a condensazione).

LA PARTE ECONOMICA PER SOSTITUZIONE CALDAIA

E’ arrivato il momento di parlare di costi, e prezzi reali per installazione / sostituzione.
Secondo una recente ricerca, è emerso che per una sostituzione standard, certificata (con l’esclusione di un lavaggio impianto interno delle tubazione termiche) i prezzi si aggirerebbero da un minimo di € 280 a un massimo di € 380 (IVA ESCLUSA).

COSTO INSTALLAZIONE CALDAIA

COSTO INSTALLAZIONE CALDAIA

LAVORI IDRAULICI: PREZZI

PREZZI LAVORI IDRAULICI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA

I prezzi (lavori idraulici), per orientarsi su tutto il panorama edilizio “lavori in casa, manutenzione ordinaria e straordinaria” possiamo far riferimento a tante fonti presenti in rete e non solo.
In questo articolo abbiamo trovato e illustrato diversi strumenti anche online (di misura) per costo singolo a corpo, orario, o a seconda delle zone d’Italia; o anche semplicemente differenze: tra Città, periferia, provincia.
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CALDAIA A CONDENSAZIONE: PREGI, PREZZI, TIPOLOGIA.

CALDAIA A CONDENSAZIONE CLASSE A

LA CALDAIA A CONDENSAZIONE: “SCELTA, ALTA TECNOLOGIA, COSTI, SPIEGAZIONI TECNICHE”.

La caldaia a condensazione, attualmente rappresenta la nuova tecnologia – MA ANCHE UNICA POSSIBILE VIA – per il riscaldamento ambienti e produzione ACS (acqua calda sanitaria), soprattutto dopo le ultime normative per la produzione stessa di caldaie per il fabbisogno domestico e non solo: l’attuale direttiva Europea 2005/32/CE “Eco-Design“, in vigore dall’agosto del 2005 regolarizzata in Italia con il Decreto Legislativo n. 201 del 6 novembre 2007.

I pregi delle caldaie a condensazione sono: l’abbattimento dei consumi di combustibile, soprattutto se installate con impianti a pavimento i quali riescono a lavorare a bassa temperatura. La condensazione e il recupero del calore, avviene attraverso lo scambiatore di calore il quale abbatte notevolmente la temperatura dei fumi in uscita; questo abbattimento produce condensa: con un rendimento di combustione maggiore rispetto a tutte le altre. » Continua a leggere

Controllo obbligatorio: fumi caldaia

CONTROLLO ANNUALE CALDAIA - ANALISI DEI FUMI

Che obblighi di legge ci sono per il controllo fumi della caldaia?

Il controllo fumi della caldaia è obbligatorio per legge

L’assistenza per la caldaia era uno degliinterventi idraulici ordinari di manutenzione, ma oggi, in seguito alle recenti disposizioni di legge è un intervento obbligatoriamente necessario per la sicurezza previsto dalle norme europee e dalla legge italiana.

Per chi è obbligatorio il controllo dei fumi di scarico e della caldaia?

Il controllo fumi della caldaia o apparecchio equivalente deve avvenire tassativamente per tutte le tipologie di caldaie, che siano all’interno di un locale, privato o pubblico, o all’esterno.
Le nuove norme europee sui controlli dell’efficienza energetica e l’entrata in vigore del DPR 16 aprile 2013, n. 74 (GU n.149 del 27-6-2013), hanno introdotto alcune modifiche.

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Norme per il trasporto del gas

NORME PER ILTRASPORTO GAS

La norma di riferimento per la progettazione ed installazione  degli impianti di gas domestico è la UNI 7129Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione – Progettazione e installazione .

L’edizione 2008 si differenza dalle altre precedenti (1972, 1992 e 2001) perché è divisa in quattro parti, corrispondenti alle sottosezioni di un impianto insieme allo stadio di avviamento dello stesso: la rete delle tubazioni di adduzione (parte 1), l’installazione degli apparecchi di utilizzazione, la ventilazione e l’aerazione di locali (parte 2), i sistemi di scarico dei fumi (parte 3) ed infine, appunto, la messa in servizio (parte 4).

L’uso del tubo di rame e dei suoi raccordi è contemplato nella parte 1 (Impianto interno): il tubo deve essere a norma UNI EN 1057, con diametri esterni e spessori minimi previsti dal prospetto 2. I raccordi per il rame sono quelli “classici”: brasatura dolce (UNI EN 1254-1) e forte (UNI EN 1254-1 e -5), meccanici a compressione (UNI EN 1254-2) e  misti (UNI EN 1254-4). Viene opportunamente marcato il divieto di fare giunzioni dirette tra tubi senza l’uso dei raccordi, come per esempio bicchierature o derivazioni a T. Per quanto riguarda i raccordi a pressare, la norma rimanda alla UNI TS 11147 (vedi di seguito).

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COSTO LAVORI TERMICI E IDRAULICI

– Spesso la gente si domanda a quanto potrebbero ammontare i costi per lavori di ristrutturazione, termici e idraulici. – Sostituire una caldaia; ristrutturare un bagno; fare una linea gas esterna e/o interna ecc.

Proviamo a dare una risposta ad alcuni tra i quesiti più comuni, sui costi di sostituzioni e ristrutturazioni impianti.

IL QUESITO PIU’ COMUNE POTREBBE ESSERE: SOSTITUIRE UNA CALDAIA.

– Sostituzione caldaia, escluso la fornitura del generatore di calore, considerando l’inserimento di un decalcificatore (Il DPR 59/09: Obbligo trattamento acqua) richiesto nella stragrande maggioranza dei casi; l’analisi di combustione, bollino spedizione allegati; un filtro a y necessario oltre che per la normativa anche per salvaguardare la caldaia da eventuali impurità, scorie, presenti nell’impianti, le quali potrebbero tornare in caldaia dalla tubazione di ritorno e depositarsi negli scambiatori della stessa occludendone i passaggi e scambi tra circuiti primario e secondario.
Includere anche l’inserimento di un interruttore bipolare a interruzione corrente elettrica 0/1. Eventuale spostamento tubazioni: problema quasi sempre presente tra tubazione di mandata impianto, ritorno, acqua calda sanitaria, acqua fredda, attacco gas: là dove è presente un generatore con attacchi diversi dal nuovo dalla nuova tipologia da installare.
Valvole a sfera di chiusura per almeno 4 dei tubi presenti come: attacco caldaia, gas, entrata fredda, mandata e ritorno impianto.

CONSIDERANDO LE SOPRAINDICATE OPERAZIONI PER SOSTITUZIONE CALDAIA (ESCLUSO IL LAVAGGIO DELL’IMPIANTO INTERNO) € 320,00 escluso iva . . .

Guida ai pagamenti per le detrazioni fiscali sulla casa

NEWS DI NORMATIVE
Per beneficiare delle detrazioni fiscali è prevista una particolare modalità di pagamento tramite bonifico bancario o postale, pena la perdita della detrazione.

Bonifico per detrazioni fiscali

Le detrazioni fiscali per il risparmio energetico (65%) e per le ristrutturazioni edilizie (50%) prevedono il pagamento delle fatture esclusivamente mediante un particolare modello di bonifico bancario o postale specifico per le detrazioni fiscali, il cosiddetto bonifico parlante.

Sono quindi esclusi bonifici ordinari o altre modalità di pagamento (quali assegni, contanti, carte di credito, ecc.), a eccezione dei casi particolari che analizzeremo più avanti.

Negli ultimi tempi quasi tutte le banche si sono attivate per mettere a disposizione questo modello di bonifico anche per i pagamenti disposti tramite home banking.
Tuttavia consiglio di verificare sempre che il modello sia effettivamente presente online. Qualora non si trovi online, sarà necessario recarsi fisicamente presso lo sportello bancario.

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BOLLINO BLU 2016 ROMA

Attualmente per la città di Roma, fare il bollino blu su manutenzione ordinaria impianto termico, dovrebbe essere un periodo di transizione, causa l’assegnazione (in fase di gara) di una nuova società addetta alla verifica, la quale dovrebbe fare i controlli impianti per la città di Roma capitale al posto della precedente: ATI Sea.

I bollini 2016 dovrebbero essere rimandati al 2017. La manutenzione ordinaria e straordinaria impianti continua da parte dei manutentori con la solita cadenza e regolarità, con i vari controlli annuali obbligatori, oltre all’efficienza energetica e il pagamento del bollino (in questo caso sospeso per il 2016) il quale avrebbe una cadenza in alcuni casi: quadriennale per caldaie di nuova installazione:

ogni 4 anni (per caldaie a gas) e ogni 2 anni per gli impianti a combustibile liquido e solido. (questa cadenza vale per tutti gli impianti di potenza inferiore o uguali a 35 KW)

DPR 74/13: obblighi per stufe a pellet e legna

Il DPR 74/13 introduce nuovi obblighi per gli impianti sia termici che di climatizzazione. In questo articolo farò il punto della situazione per quanto riguarda i prodotti a biomassa (pellet, legna, cippato, mais ecc.) sull’attuazione del Decreto da parte della Regione Veneto come esplicitato anche negli ultimi incontri effettuati con la categoria.

La mia stufa a pellet è soggetta a controlli?
Il decreto individua come impianto termico le stufe (a biomassa) solo quando queste sono fisse (allacciate -obbligatoriamente- ad un camino) e superano la potenza di 5kW individuali. Pertanto rimangono fuori le stufette catalitiche, i dispositivi a bioetanolo che non necessitano di evacuazione fumi, ecc. Per questi impianti vigono i controlli di sicurezza prescritti dall’installatore (o dal manutentore) e tutte le verifiche sul consumo di combustibile. Non sono obbligatori gli invii del controllo di efficienza energetica al catasto regionale veneto in quanto dispositivi alimentati esclusivamente a biomasse. » Continua a leggere

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