Obbligo aerazione e ventilazione cucina

Ventilazione dei locali 

La ventilazione dei locali in cui sono installati apparecchi utilizzatori a gas deve essere conforme alla UNI 7129.

Il piano cottura della cucina a gas (metano o GPL), dal punto di vista impiantistico è un apparecchio di tipo A: il prelievo dell’aria necessaria per la combustione e l’evacuazione dei fumi avviene nel locale stesso.

Per apparecchi di tipo A, il locale di installazione deve sempre essere Aerato e Ventilato. L’aerazione e la ventilazione devono essere ottenute solo in modo diretto.

Proprio per questo motivo, l’ambiente deve essere aerato e ventilato:

  • la ventilazione è necessaria per il ripristino dell’aria consumata nella combustione;
  • l’aerazione è necessaria per il ricambio dell’aria al fine di smaltire i prodotti della combustione ed evitare miscele con un alto quantitativo di gas;

AERAZIONE:

Ad esempio, l’aerazione è uno degli aspetti inerenti all’igiene e alla salubrità degli ambienti antropizzati: questi fattori toccano indiscutibilmente anche le condizioni di umidità, isolamento acustico e termico dell’ambiente.

E’ possibile evitare l’aerazione nei seguenti casi:

  1. L’apparecchio di cottura sia provvisto di dispositivo di sorveglianza di fiamma (o termocoppia). 

In altre parole questo sistema di sicurezza, interrompe l’alimentazione del gas in assenza della fiamma. In questo caso, eviteresti pericolose fughe di gas. Quindi, oltre alla scintilla per l’accensione del fornello, dovresti avere un secondo dispositivo in prossimità della fiamma.

  • l’aerazione fosse garantita da una cappa di aspirazione a tiraggio naturale o munita di ventilatore, con portata minima di 2 mc/h ogni kW di portata termica installata.  La cappa dovrà espellere i residui della combustione direttamente all’ esterno. In alternativa, è possibile utilizzare un elettroventilatore, sempre con portata minima di 2 mc/h ogni kW di portata termica installata, collocato sulla parte alta della parete esterna della cucina. In altre parole l’elettroventilatore può essere installato anche sugli infissi esterni. Sia la cappa che l’elettroventilatore devono essere messi in funzione per tutto il periodo di funzionamento degli apparecchi di cottura. Fare attenzione: non sono contemplate le cappe con filtri a carboni attivi che non scaricano all’esterno.
  • in cucina non ci siano ulteriori impianti di tipo A o B;
  • la portata termica installata in cucina sia inferiore ai 15 kw; di solito, il piano cottura residenziale ha una portata compresa tra i 7 e i 9 kW. Ma bisogna considerare anche il forno.

E’ possibile evitare la ventilazione ?

In realtà, è possibile evitare la ventilazione qualora:

  • l’apparecchio di cottura sia provvisto di dispositivo di sorveglianza di fiamma (o termocoppia). Questo sistema interrompe l’alimentazione del gas in assenza della fiamma. In questo caso, eviteresti pericolose fughe di gas. 
  • Quindi, oltre alla scintilla per l’accensione del fornello, dovresti avere un secondo dispositivo in prossimità della fiamma.
INIZIA A LEGGERE

Cos’è un dispositivo di sorveglianza di fiamma?

Il dispositivo di sorveglianza di fiamma è una termocoppia. Ha lo scopo di bloccare la fuoriuscita di gas nel momento in cui il gas stia uscendo dal fornello ma la fiamma si sia accidentalmente spenta. In questo caso la fuoriuscita di gas sarebbe pericolosa e tenderebbe ad accumularsi nell’ambiente.

termocoppia cucina

Le condizioni per evitare la ventilazione sono:

Il foro di ventilazione può invece essere evitato se l’evacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati nel locale è assicurata mediante cappa a tiraggio naturale, oppure cappa aspirante elettrica o elettroventilatore. In particolare e contemporaneamente, risultano soddisfatti i seguenti ulteriori requisiti:

  1. nessun apparecchio di tipo B e/o di tipo A e/o nessun apparecchio di cottura senza dispositivo di sorveglianza di fiamma installato nel locale;
  2. portata termica nominale massima complessiva degli apparecchi di cottura con dispositivo di sorveglianza di fiamma installati non maggiore di 15 kW;
  3. volumetria del locale di installazione non minore di 20 m3. Ai fini del calcolo della volumetria del locale di installazione si considera anche il locale adiacente e comunicante senza interposizione di porte: purché detto locale non sia adibito a camera da letto, non sia sede di installazione di apparecchi a gas (di tipo A e/o B). Non deve essere un locale classificato con pericolo di incendio;
  4. presenza nel locale di installazione di porte, finestre e/o portafinestra, apribili, e installate su pareti perimetrali rivolte verso l’esterno.

Dimensionamento fori di ventilazione e aerazione

Aerazione e Ventilazione assicurate mediante aperture permanenti e apparecchi di cottura installati con sorveglianza di fiamma. L’aerazione del locale deve essere in prossimità del soffitto.

La sua altezza non deve essere inferiore a 1.80 metri dal pavimento. La sua sezione netta deve essere almeno di 100 cm².

Importante: la ventilazione del locale deve essere in prossimità del pavimento. La sua altezza non deve essere maggiore di 300 mm.

La sua sezione netta deve essere almeno di 100 cm².

Ad esempio gli apparecchi di cottura sono alimentati a gas con densità relativa maggiore di 0.8 (GPL per esempio), l’apertura di ventilazione posta ad una altezza non maggiore di 300 mm assolve anche alla funzione di smaltimento di dispersioni di gas.

Se gli apparecchi di cottura non sono dotati di dispositivo di controllo di fiamma, l’apertura deve essere incrementata del 100%.

In linea generale, per garantire l’areazione è obbligatorio realizzare un foro ad una altezza non inferiore a 180 cm, di sezione 100 cm² (se di sezione circolare, minimo 120 mm di diametro).

Scarico dei prodotti della combustione

Lo scarico dei prodotti della combustione provenienti dagli apparecchi utilizzatori a gas deve essere conforme alla UNI 7129.

Impianto a GPL per uso domestico

Di seguito una descrizione schematica, costituita da un impianto interno, dall’installazione degli apparecchi utilizzatori, da sistemi per la ventilazione dei locali e da sistemi per lo scarico dei prodotti della combustione.

Esempio ventilazione / aerazione

In ogni modo se vogliamo mettere a norma un impianto, dal punto di vista della certificazione, abbiamo bisogno della DIRI oppure della DICO.

Per impianti realizzati prima del 2008, possiamo inserire come certificazione la DIRI. Mentre per impianti realizzati dopo il 2008, la certificazione per gli impianti, linee gas etc. deve essere la DICO (dichiarazione di conformità alla regola d’arte, rilasciato dalla ditta installatrice al momento della realizzazione).

NORMATIVA RIFERIMENTO UNI 7131 IN FORMATO PDF

Infine per concludere in una situazione tipo, dove non presente il dispositivo di sicurezza (termocoppia) e dove non abbiamo una cappa aspiratrice per i prodotti della combustione, la ventilazione e l’ aerazione dovrebbero essere gestite nel seguente modo:

Un foro basso in prossimità del pavimento per la ventilazione, in caso di gas GPL con densità relativa maggiore di 0.8 (GPL per esempio), l’apertura di ventilazione posta ad una altezza non maggiore di 300 mm assolve anche alla funzione di smaltimento di dispersioni di gas, con una grandezza di almeno 200 cm2.

Realizzare un foro nella parte alta – sempre ad una altezza non inferiore a 180 cm – di sezione 100 cm² (se di sezione circolare, minimo 120 mm di diametro).

L’inserimento di un elettroventilatore, sempre con portata minima di 2 mc/h ogni kW di portata termica installata, collocato sulla parte alta della parete esterna della cucina. L’elettroventilatore può essere installato anche sugli infissi esterni della stanza che siano apribili, o che siano fissi rispetto all’ambiente stesso.

Per approfondimenti, puoi consultare:

– COMITATO ITALIANO GAS

ENTE ITALIANO DI NORMAZIONE 

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